Su di una strada a bassissima percorrenza tre Agenti hanno l'ordine di comporre un posto di blocco. Surreale, il contesto: le auto, i rumori, i silenzi, gli oggetti, i colori, fino persino a tempo e spazio stessi, sembrano alterati, distorti, visionari. Ed è proprio quando i tre si interrogano su ciò che gli sta accadendo, sulla natura morta che li circonda, su quel buio così soffocante, che lo loro vite si bloccano. E ricominciano. Con le stesse parole, con gli stessi movimenti.
Sarà l'avvento di un particolare a stravolgere il quadro, a intesserlo sempre più di trame labirintiche e ricami noir. E a porre, finalmente, i nostri di fronte alle loro paure. A quelle paure infantili così ancora presenti, alle quali cercheranno di sopravvivere.
Una pièce sull'attesa, sulla preoccupazione, sull'ansia, sulle paure. Ecco, le paure. Quelle contratte da bambini, soprattutto. Che una volta assorbite, restano. Fino alla fine.


 

Dramma sperimentale in atto unico da sessanta minuti.

Andato in scena, per la prima volta, il 15 novembre 2011 al Teatro Manhattan.​ In replica al Roma Fringe Festival 2014.

Già, la scacchiera, si diceva. Cinque pedoni. Eccoli, in bella mostra: Ayla, Rossano, Ilenia, Piero, Guglielmo. Bianchi o neri, è lo stesso. Rimasti chiusi in cinque bagni pubblici. Sono lì, a tentare. A pensare. Con chi prendersela? Con la ditta che li ha progettati. Forse. Con loro stessi? Per non essersi saputi trattenere. Alla fine è un istinto, nient'altro. Forse. No. La cosa migliore da fare è creare. Dei rapporti. Interagire, distrarsi, capire, indagare, parlare, stufarsi, volersi. Basta creare. La sorpresa arriverà.

Cinque persone rimangono chiuse all'interno di cinque bagni di un Centro Commerciale. I loro nomi sono Guglielmo, Piero, Rossano, Ilenia, Ayla. Sono rimasti vittime di un banale guasto elettronico che li costringe a “sostare” per diverso tempo dentro un luogo tutt'altro che gradevole. La manutenzione è in pausa domenicale, i mezzi di soccorso festeggiano il loro anniversario e i cinque si arrendono all'idea di dover attendere per molte ore. Quale occasione migliore per far venir fuori le proprie personalità, le proprie “qualità viscerali”? Parlano, discutono, indagano, attendono, giocano, scrivono, attendono di nuovo, osservano, cantano, urlano, attendono ancora, scherzano, piangono, dormono, poi, finalmente...



Opera comica in atto unico da ottantacinque minuti.

Andato in scena, per la prima volta, l'8 maggio 2012 al Teatro Agorà.

Sirio Dossi, giovane scultore, è alle prese con quella che, presumibilmente, sarà la sua ultima opera. La scultura si ispira alla Diana del Cellini e, per portarla a termine, Dossi si avvale della Tuda, una giovanissima modella molto accreditata che ha deciso di prestare il suo corpo per la composizione. Da questo primissimo antefatto si dipana una fitta trama fatta di cinismo, di invidie e passioni, di violenze carnali e morali, di pazzie, di un diffuso abbattimento sociale, insomma, che sfocia in una forte regressione psicologica. In questo grigio universo agiscono, oltre a Sirio e la Tuda, la coppia, si direbbe, “infernale”, formata da Caravani e Sara Mendel, e la grande moralità di Giuncano. Ed è proprio da questa melodia di sottofondo che l'indagine pirandelliana su l'arte e la vita trova la sua ragione d'esistere, tanto da portare la vicenda a continue virate emotive con un finale del tutto inatteso.

 

Tragedia in due atti.

Primo atto di quaranta minuti. Secondo atto di cinquanta minuti.

Andato in scena, per la prima volta, il 5 marzo 2013 al Teatro Nuovo Colosseo. In replica al Teatro Nino Manfredi.

1944. Quattro giovani salgono sulle montagne laziali per inziare la loro resistenza. Dall'alto di una vecchia stalla in cui sono rifugiati, attendono l'arrivo di un treno tedesco carico di armi e munizioni che, raggiunta Roma, rifornirà gli occupanti, già da mesi impegnati in un'aspra guerriglia contro gli attivisti partigiani. Il loro compito è far saltare quel treno, prima che raggiunga la Capitale. Il gruppo è unito, punta dritto alla meta, ma è giovane. E allora può succedere che la convinzione traballi, che qualcuno confonda gli ideali politici e pensi che forse si stava meglio quando si stava peggio. Oppure, che ci si ritrovi ammaliati dall'inaspettata presenza di una donna, bella, attraente e misteriosa che, di colpo, cambia tutte le carte in tavola; ricordandoci, alla fine, di essere pur sempre uomini. Un'opera sulla leggerezza, scritta ed allestita con freschezza ed energia, per rivivere l'ultima guerra da un'ottica inedita, quella goliardica e disimpegnata della giovinezza.

 

Opera tragicomica in due atti.

Primo atto di quarantacinque minuti. Secondo atto di cinquanta minuti.

Andato in scena, per la prima volta, il 25 novembre 2014 al Teatro dell'Orologio. In replica al Teatro Nino Manfredi e al Teatro Marconi.

BOBO

scritto e diretto da Andrea Bizzarri

con Alida Sacoor, Roberto Bagagli, Andrea Bizzarri

Andrea Alesio, Giulia Priori

CALABRONI

scritto e diretto da Andrea Bizzarri

con Alida Sacoor, Roberto Bagagli, Andrea Bizzarri

DIANA E LA TUDA

di Luigi Pirandello

con Alida Sacoor, Roberto Bagagli

Andrea Alesio, Stefano Dalla Costa, Flavia Faloppa

diretto da Andrea Bizzarri

VIVA LA GUERRA!

scritto e diretto da Andrea Bizzarri

con Alida Sacoor, Roberto Bagagli, Guido Goitre

Andrea Bizzarri, Matteo Montaperto

In un borgata della periferia romana, Elèna, giovane disoccupata romena in cerca di fortuna sul territorio italiano, trova immediata accoglienza nel garage gestito da alcuni teppisti di quartiere. Vincenzo, infatti, buttafuori di una scalcinata sala di videopoker in cerca di facili guadagni, dopo essersi illegalmente appropriato di una struttura comunale in disuso, ne ricava un posto letto da affittare alla giovane sprovvista di permesso di soggiorno. Ma, una visita improvvisa e inaspettata, rimetterà in discussione i già precari equilibri. Un punto di vista inedito ed originale sui disagi giovanili, una voce fuori dal coro sulle logiche della piccola criminalità, attraverso una commedia esilarante, dai dialoghi brillanti e suggestivi.

 

Opera tragicomica in due atti.

Primo atto di quarantacinque minuti. Secondo atto di cinquanta minuti.

Andato in scena, per la prima volta, l'1 marzo 2016 al Teatro dell'Orologio.

SIAMO TUTTI BUONI

scritto e diretto da Andrea Bizzarri

con Antonio ConteAlida Sacoor, Matteo Montaperto

Guido Goitre, Valerio Di Tella

 

dalla nascita ad oggi: gli spettacoli

Associazione Culturale Readàrto Officine Artistiche | via Agostino Scaparro, 37/39 - Ostia Lido (RM)Partita Iva 12085161003 | info@readarto.it

Informativa sulla privacy per i visitatori del sito disponibile cliccando qui.